Uova pasquali: le origini storiche di questo rituale

Scambiarsi uova come regalo è un’usanza molto antica. Forse già i Persiani, 5000 anni fa, lo facevano come segno di benvenuto alla primavera, gioendo per il rinnovamento della natura e festeggiando per la sua fertilità. Risalgono, invece, a partire dal Medioevo, nella letteratura e nelle cronache, molte testimonianza dell’uso di uova come dono tra innamorati, pegno, trofeo al centro di giochi e palii. Nei libri contabili di Edoardo I d’Inghilterra, nel XIV secolo, è segnata una spesa per 450 uova da rivestire a foglia d’oro, da donare come regalo di Pasqua.

Fu Carl Fabergè, orafo e gioielliere, a realizzare straordinarie uova di Pasqua decorate, facenti parte della collezione reale russa. Il primo uovo prezioso venne commissionato dallo zar Alessandro III per la moglie Maria Fedorovna. Di colore bianco, strutturato a scatole cinesi o a matrioske russe, racchiudeva un tuorlo tutto d’uovo contenente, a sua volta, una gallinella colorata d’oro e smalti con occhi di rubino. Quest’ultima, a sua volta, racchiudeva una copia, in miniatura, della corona imperiale con un piccolo rubino. La zarina fu tanto felice da dominare l’orafo “gioielliere di corte”, alla condizione che ogni anno, nel realizzare un uovo prezioso, lo dotasse di sorpresa.

Le uova di cioccolato, invece, hanno origini controverse tanto che, secondo alcuni, la loro “invenzione” si deve a Luigi XIV mentre, secondo altri, va ricercata in America, terra di produzione del cacao. E’ certo che nel 1789 fu Rodolphe Lindt a inventare il processo di lavorazione che rese il cioccolato vellutato e morbido al palato; così come Daniel Peter creò il cioccolato al latte e l’olandese Coenread van Houte, nel 1825, inventò l’uovo “svuotato” così come lo conosciamo noi oggi, separando i grassi dal cacao.

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