Solstizio d’inverno

Cade oggi, giovedì 21 dicembre, la giornata che segna l’inizio astrale dell’inverno. Il significato latino ne anticipa il senso: sol- (sole),  e -sistere (fermarsi). E’ il momento in cui il sole si posiziona nel punto più vicino (in questo caso) o lontano (nel solstizio d’estate) dal nostro pianeta. Quindi il sole è vicinissimo alla Terra, ma da noi fa freddissimo. Paradossale? Niente affatto. Le stagioni calde o fredde dipendono dall’inclinazione dei raggi del Sole sulle diverse zone del globo, non dalla prossimità dell’astro.

Dal 22 le giornate torneranno progressivamente ad allungarsi. Nonostante il Solstizio d’inverno sia effettivamente il momento in cui il sole si trova alla minor distanza dalla terra in tutto l’anno, l’inclinazione del nostro pianeta disperde gran parte del calore dei raggi solari e per questo fà freddo. non si tratta comunque del giorno più gelido, record che cade quasi sempre tra gennaio e febbraio. Il giorno più breve significa però anche la notte più lunga e questo lascia spazio a tante idee e modi per festeggiare questo avvenimento.

Curiosamente, nell’antichità il solstizio d’inverno è sempre stato festeggiato come un momento di gioia visto che, dopo la lunga notte, sarebbe rinata la luce e a tale fenomeno gli antichi attribuivano i significati più disparati ma tutti accomunati dall’idea del ritorno/trionfo della luce sulle tenebre.

Per le popolazioni precristiane del nord Europa il solstizio d’inverno era quindi un’occasione di giubilo da celebrare con rituali piuttosto curiosi. Era lo Yule, la festa della luce in occasione della quale si banchettava sotto grandi alberi di pino, probabilmente antenati degli odierni alberi di Natale. Per gli antichi romani erano i Saturnali, celebrazioni festose nelle quali oltre a scambiarsi doni si sconvolgevano per una notte le gerarchie sociali e i servi sedevano con i padroni.

Le antiche popolazioni celtiche dell’Inghilterra precristiana attribuivano un significato esoterico al solstizio considerandolo un momento in cui la magia e l’aldilà erano particolarmente potenti e duqnue una notte propizia per celebrare riti. A questo propristo sembra che il famosissimo complesso megalitico di Stonhenge sia stato eretto dai Druidi (una casta di stregoni celtici) proprio come luogo dove osservare il tramonto del solstizio d’inverno e celebrare riti. Ancora oggi moltissime persone vi si radunano per festeggiare l’avvenimento.

A Brighton, in Inghilterra, moltissime persone festeggiano ancora oggi il Solstizio d’inverno tramite la parata denominata ‘Burning the Clocks’, nella quale si sfila per la città con musica e lanterne di carta fino ad arrivare alla spiaggia dove solitamente si conclude con un falò e fuochi d’artificio. Infine, il Solstizio d’inverno ha sempre ricoperto, e ricopre tuttora, una grande importanza simbolica in Cina, dove gli imperatori innalzavano preghiere al cielo e il popolo celebrava gli avi. A tutt’oggi in Cina l’avvenimento si festeggia ricordando i defunti e mangiando ravioli, tanto che alcuni lo considerano un piccolo capodanno.

 

Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.